
La Scuola dei Desideri
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22 Novembre 2024Le immagini del nuovo istituto comprensivo e centro civico di uno dei borghi più belli d’Italia, che aprirà a settembre, all’interno del Parco della Maiella: 8 classi per 100 alunni per un learning landscape che costruirà comunità
A Pacentro, in provincia de L’Aquila nel Parco della Maiella, è stata inaugurata la Scuola dei Desideri Mario Silvestri di MCA – Mario Cucinella Architects con lo studio pescarese LAP architettura. Sarà operativa con l’inizio dell’anno scolastico 2024-25 con le funzioni di scuola elementare e media ma anche centro civico a servizio dei 1.500 abitanti di uno dei “borghi più belli d’Italia”. Pacentro fa infatti parte del gruppo di centri “certificati” che l’associazione omonima, nata nel 2002 dentro la Consulta del Turismo dell’ANCI, ha individuato per valorizzare e promuovere coloro che “hanno saputo proteggere e conservare la loro bellezza”.
L’incarico viene conferito come progetto del piano “Scuola d’Abruzzo – Il Futuro in Sicurezza” gestito dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere. L’USRC dal 2013 fornisce assistenza tecnica alla ricostruzione nei 56 comuni del Cratere Sismico e in oltre 100 Comuni al di fuori. La Scuola dei Desideri Mario Silvestri di Pacentro è il primo complesso scolastico realizzato con i fondi stanziati dal piano. La realizzazione del nuovo complesso, che ha preso il posto della scuola precedente danneggiata dal sisma, ha comportato la spesa di 1,7 milioni di euro.
Scuola dei Desideri a Pacentro: un processo partecipato
Apertura all’esterno, interazione con la comunità, educazione, disegno di moderni spazi per nuovi bisogni pedagogici e gli orientamenti didattici, molte sono le direzioni seguite dalla progettazione. A partire da un processo che, in circa sei mesi nel corso del 2015, ha coinvolto bambini e ragazzi, insegnanti e comunità, ma anche le associazioni del territorio. Ne ha raccolto bisogni e suggerimenti trasformandoli in desideri da esaudire. Ne hanno preso parte oltre 60 studenti, 20 tra docenti e personale scolastico e più di 140 cittadini, insieme alle associazioni Viviamolaq, ActionAid e INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa).
Il risultato è stato un piccolo complesso che, sorretto da una struttura portante di cemento e acciaio, si imposta su una pianta circolare. Il cerchio è una geometria pura che, secondo Bruno Munari, è la forma che più assomiglia al primo disegno di un bambino.
Un learning landscape nel Parco della Maiella
Occupa un terreno a nord dell’abitato in cui ha dovuto rapportarsi con un paesaggio collinare delicato e dal valore assoluto e riconosciuto. Il Parco Nazionale della Maiella è un Geoparco Unesco di cui Pacentro, ospitando il centro informazioni, è punto di introduzione e accesso. Per questo il perimetro esterno è circondato da una duna artificiale che circonda l’istituto come un anello, riparandolo anche dal vento.
Duplice è la funzione che il progetto, in linea con la teoria del learning landscape (spazio educatore), assolve: educativa e civica. Ma anche attrattiva di alunni nei confronti di un territorio più ampio, e identitaria per rilanciare un centro che dagli anni sessanta, come molte aree interne, ha subito migrazioni e spopolamento. Secondo Mario Cucinella “progettare una scuola su misura dei desideri dei bambini e della collettività significa prendersi cura di un intero territorio, mettersi in dialogo e in ascolto per creare un luogo capace di farsi interprete di diverse aspirazioni”.
Otto classi attorno a un’agorà
Planimetricamente, fulcro funzionale e progettuale è il grande spazio centrale coperto. Con i suoi 15 metri di diametro, è l’elemento distributore di aule, uffici e spazi di servizio e diventa un’agorà per l’incontro, la condivisione e lo scambio delle idee. Il caldo giallo della pavimentazione in resina e gli arredi, sedute a gradoni con libreria posteriore progettata da MCA e LAP architettura, sono illuminati da una copertura che all’interno richiama uno dei desideri dei bambini, il cielo stellato, e all’esterno diventa un tetto giardino.
La distribuzione dei lucernai porta la luce naturale mentre una vegetazione resistente e locale ne riveste l’estradosso. Attorno all’agorà si distribuiscono le otto classi dell’istituto comprensivo, cinque destinate alla primaria e tre alla secondaria di primo grado, per un totale di circa 100 studenti. Occupano spazi dalle pavimentazioni grigie in resina chiusi da pareti scorrevoli, curve e trasparenti, flessibili e rimodulabili al loro interno. Completa il programma funzionale una mensa a vista delimitata da vetrate.
Un aggetto continuo, che a sud arriva a sbalzare di 6 metri, protegge gli interni dalla luce solare diretta. Tutti gli spazi didattici sono aperti verso l’esterno, non solo metaforicamente: l’involucro esterno è costituito da vetrate continue extraclear su cui si aprono porte finestre che danno accesso diretto al giardino esterno e alle attività didattiche che può ospitare.




