Casa Marina: accoglienza e rinascita in un immobile confiscato a Pescara
Nel cuore di Pescara, in via Colle Marino, un edificio residenziale di tre piani restituito alla comunità dopo la confisca alla criminalità diventa Casa Marina, un progetto che fonde architettura e impegno sociale. Una casa di sgancio, uno spazio sicuro per donne vittime di violenza domestica – una donna sola e una donna con figli– offrendo loro protezione, supporto psicologico e legale, e un percorso verso l’autonomia.
Il progetto non si limita al recupero dell’immobile: nasce con l’obiettivo di sostenere chi subisce violenza verso un percorso di rinascita e indipendenza.
Luogo: Pescara (PE)
Anno: 2025 – in progress
Tipologia: Centro civico e antiviolenza
Gli interni si ispirano all’opera “L’Abbraccio” di Gustav Klimt, icona di protezione, vicinanza e calore umano. Toni dorati e caldi, texture materiche e spazi luminosi sono studiati per generare comfort e serenità, mentre la luce naturale accompagna la quotidianità delle ospiti, valorizzando le aree comuni e private.
L’abbraccio diventa metafora di sostegno e protezione, un gesto tradotto in architettura.
Al centro della casa, una parete adibita a libreria potrà raccogliere i volumi che custodiranno le storie delle donne che hanno vissuto questi spazi. Le loro pagine parleranno di coraggio, speranza e resistenza. Gli scaffali diventeranno così un luogo di condivisione, costruendo un tessuto di esperienze collettive.
Superato il portone, l’ingresso conduce alla zona comune, caratterizzata da pareti vetrate satinate che equilibrano privacy e luminosità. La demolizione di partizioni interne crea un open space ampio e luminoso, con una cucina centrale pensata come cuore della convivialità. Una parete definita da scaffali in legno definisce gli accessi alle camere, integrando estetica e funzionalità.
Le due camere da letto, una tripla con letto matrimoniale e letto a castello e una matrimoniale, entrambe con bagno privato, rispondono a esigenze diverse.Nuovi infissi migliorano isolamento e comfort, mentre finestre aggiuntive ottimizzano ventilazione e rapporto con l’esterno.
Oltre agli interni, il progetto comprende il restauro della copertura, la ritinteggiatura completa, il rifacimento dei bagni e l’ottimizzazione degli impianti esistenti. Ogni intervento è studiato per trasformare l’edificio in un luogo sicuro, accogliente e funzionale, dove architettura e design diventano strumenti di protezione e rinascita.
«La violenza di genere resta una piaga sociale che colpisce migliaia di donne ogni anno. Casa Marina mostra come l’architettura possa diventare uno strumento di protezione e rinascita: luoghi sicuri, progettati con cura, luce e materiali accoglienti, capaci di offrire rifugio ma anche di disseminare anticorpi per combattere il problema alla radice. Ogni dettaglio, dagli spazi condivisi alla parete libreria,custodiscono memorie e storie, sostenendo chi affronta momenti di enorme fragilità, trasformando così un bene confiscato in un catalizzatore di cambiamento sociale e di rinascita per la comunità.» LAP architettura